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Lettera (sottoscritta da psicologi di tutta Italia) dell'AIMMF (Associazione Italiana Magistrati

Lettera (sottoscritta da psicologi di tutta Italia) dell'AIMMF (Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) al Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi

Portiamo a conoscenza di tutti anche la lettera (sottoscritta da psicologi di tutta Italia) che l'AIMMF (Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) ha mandato al Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi perché appoggi la lotta che si sta facendo contro l'approvazione del recente disegno legge sulla riforma minorile.L'AIMMF propone che la stessa lettera o lettere analoghe giungessero anche ai Presidenti di altri ordini professionali (per esempio quello degli assistenti Sociali) e che altre associazioni che desiderano intraprendere analoga iniziativa inviassero la loro lettera all'Ordine Nazionale psicologi, in questo modo con poca fatica si rafforzerebbe il messaggio e si faciliterebbero eventuali azioni coordinate che gli organismi decidessero di attuare nelle loro relazioni con il Governo e con il Parlamento. Al Signor Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi dr. Fulvio Giardina Piazzale di Porta Pia n. 121 00198 Roma Oggetto: Disegno delega al Governo approvato dal Consiglio dei Ministri in data 29 agosto 2014, recante disposizioni per istituire presso tutte le sedi di tribunale le Sezioni specializzate per la famiglia e la persona,. Gli scriventi psicologi, che fanno o hanno fatto parte dei tribunali per i minorenni o delle sezioni per i minorenni di corte d’appello in qualità di giudici onorari, ritengono doveroso segnalare a codesto Consiglio gli aspetti delle linee contenute nel Disegno in oggetto che, in base alle conoscenze ed esperienze acquisite, ritengono controproducenti, affinché possano essere attuate le opportune iniziative nell’interesse delle persone minorenni. Come Lei sa, dal 1934 la specializzazione della maggior parte dei procedimenti giudiziari concernenti i minori è garantita dai giudici onorari, professionisti qualificati nel campo dell’assistenza ai minori, prevalentemente psicologi, ma anche esperti di altre discipline come pedagogia, scienze sociali, psichiatria, pediatria (attualmente si tratta di circa mille unità). Tale specializzazione è resa necessaria dalla natura dell’oggetto di competenza degli organi della giustizia minorile; le deliberazioni dei giudici minorili implicano infatti valutazioni attinenti la sfera delle relazioni vissute dal minore, sia che si tratti dell’affidamento di un bambino, sia che si tratti della riabilitazione dell’imputato adolescente. La proposta del Governo prevede un modello organizzativo che esclude la composizione multidisciplinare degli organi giudicanti, relegando il ruolo dei giudici onorari a mansioni residuali peraltro non definite con chiarezza: come potranno giudici che hanno una preparazione esclusivamente giuridica, privati dell’esperienza e delle conoscenze di cui sono portatori i giudici onorari, ricercare per ogni singolo caso la soluzione che meglio tutela i diritti della persona minorenne? Il Disegno inoltre prevede la separazione tra funzione penale, che resterebbe di competenza dei tribunali minorili, e funzione civile, che sarebbe trasferita a istituende sezioni del tribunale ordinario. Ciò appare in contrasto con i dati della letteratura nonché della nostra stessa esperienza; infatti vi è una continuità di metodo tra i processi mentali in atto nella produzione dei provvedimenti civili e quelli in gioco nella conduzione dei procedimenti penali: i campi disciplinari sono i medesimi e l’approccio è analogo. Le esperienze che un giudice può maturare in un settore sono illuminanti per operare nell’altro. Peraltro, la separazione tra settore penale e settore civile contrasta con gli indirizzi ripetutamente formulati dagli organismi internazionali in tema di giustizia minorile. In conclusione, si può temere che l’esclusione della componente onoraria dai collegi e l’assegnazione delle competenze civili e penali a organismi separati possano esitare in un drammatico impoverimento della preparazione dell’organo deliberante e della qualità dei provvedimenti. Con quanto sopra non si intende, beninteso, auspicare la conservazione dei tribunali per i minorenni così come ora esistenti: l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia di cui fanno parte giudici togati e giudici onorari, tra i quali i sottoscritti, ha già da tempo avanzato una proposta di riforma sulla quale si è resa disponibile a continuare un confronto costruttivo in tutte le sedi: http://www.minoriefamiglia.it/download/AIMMF-giustizia-misura-minore.pdf Volentieri offriamo la nostra collaborazione per eventuali approfondimenti della tematica esposta. Distinti saluti.

Lettera (sottoscritta da psicologi di tutta Italia) dell'AIMMF (Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) al Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi

Portiamo a conoscenza di tutti anche la lettera (sottoscritta da psicologi di tutta Italia) che l'AIMMF (Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia) ha mandato al Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi perché appoggi la lotta che si sta facendo contro l'approvazione del recente disegno legge sulla riforma minorile.L'AIMMF propone che la stessa lettera o lettere analoghe giungessero anche ai Presidenti di altri ordini professionali (per esempio quello degli assistenti Sociali) e che altre associazioni che desiderano intraprendere analoga iniziativa inviassero la loro lettera all'Ordine Nazionale psicologi, in questo modo con poca fatica si rafforzerebbe il messaggio e si faciliterebbero eventuali azioni coordinate che gli organismi decidessero di attuare nelle loro relazioni con il Governo e con il Parlamento. Al Signor Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi dr. Fulvio Giardina Piazzale di Porta Pia n. 121 00198 Roma Oggetto: Disegno delega al Governo approvato dal Consiglio dei Ministri in data 29 agosto 2014, recante disposizioni per istituire presso tutte le sedi di tribunale le Sezioni specializzate per la famiglia e la persona,. Gli scriventi psicologi, che fanno o hanno fatto parte dei tribunali per i minorenni o delle sezioni per i minorenni di corte d’appello in qualità di giudici onorari, ritengono doveroso segnalare a codesto Consiglio gli aspetti delle linee contenute nel Disegno in oggetto che, in base alle conoscenze ed esperienze acquisite, ritengono controproducenti, affinché possano essere attuate le opportune iniziative nell’interesse delle persone minorenni. Come Lei sa, dal 1934 la specializzazione della maggior parte dei procedimenti giudiziari concernenti i minori è garantita dai giudici onorari, professionisti qualificati nel campo dell’assistenza ai minori, prevalentemente psicologi, ma anche esperti di altre discipline come pedagogia, scienze sociali, psichiatria, pediatria (attualmente si tratta di circa mille unità). Tale specializzazione è resa necessaria dalla natura dell’oggetto di competenza degli organi della giustizia minorile; le deliberazioni dei giudici minorili implicano infatti valutazioni attinenti la sfera delle relazioni vissute dal minore, sia che si tratti dell’affidamento di un bambino, sia che si tratti della riabilitazione dell’imputato adolescente. La proposta del Governo prevede un modello organizzativo che esclude la composizione multidisciplinare degli organi giudicanti, relegando il ruolo dei giudici onorari a mansioni residuali peraltro non definite con chiarezza: come potranno giudici che hanno una preparazione esclusivamente giuridica, privati dell’esperienza e delle conoscenze di cui sono portatori i giudici onorari, ricercare per ogni singolo caso la soluzione che meglio tutela i diritti della persona minorenne? Il Disegno inoltre prevede la separazione tra funzione penale, che resterebbe di competenza dei tribunali minorili, e funzione civile, che sarebbe trasferita a istituende sezioni del tribunale ordinario. Ciò appare in contrasto con i dati della letteratura nonché della nostra stessa esperienza; infatti vi è una continuità di metodo tra i processi mentali in atto nella produzione dei provvedimenti civili e quelli in gioco nella conduzione dei procedimenti penali: i campi disciplinari sono i medesimi e l’approccio è analogo. Le esperienze che un giudice può maturare in un settore sono illuminanti per operare nell’altro. Peraltro, la separazione tra settore penale e settore civile contrasta con gli indirizzi ripetutamente formulati dagli organismi internazionali in tema di giustizia minorile. In conclusione, si può temere che l’esclusione della componente onoraria dai collegi e l’assegnazione delle competenze civili e penali a organismi separati possano esitare in un drammatico impoverimento della preparazione dell’organo deliberante e della qualità dei provvedimenti. Con quanto sopra non si intende, beninteso, auspicare la conservazione dei tribunali per i minorenni così come ora esistenti: l’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia di cui fanno parte giudici togati e giudici onorari, tra i quali i sottoscritti, ha già da tempo avanzato una proposta di riforma sulla quale si è resa disponibile a continuare un confronto costruttivo in tutte le sedi: http://www.minoriefamiglia.it/download/AIMMF-giustizia-misura-minore.pdf Volentieri offriamo la nostra collaborazione per eventuali approfondimenti della tematica esposta. Distinti saluti.


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