I motivi che portano all’allontanamento dei minori dalla famiglia di origine

I motivi che portano all’allontanamento dei minori dalla famiglia di origine L’inchiesta di PRESADIRETTA andata in onda nella puntata di fine gennaio, ha raccolto in giro per l’Italia anche le storie di genitori che hanno vissuto l’esperienza dell’allontanamento dei figli da parte dei Tribunali dei Minori.

La tesi sostenuta era che la povertà in Italia può diventare una colpa che si paga perdendo la cosa più preziosa, i figli. Questa tesi ha provocato le reazioni del Tavolo Nazionale Affido e di tutte le associazioni che ne fanno parte tra cui il CAM e dei Servizi Sociali.

Liana Burlando, del Comune di Genova ha inviato una lettera alla redazione in cui ribadisce che l’allontanamento di un minore non è un intervento che intende “punire” i genitori poveri, ma è un intervento attivato dopo aver messo in atto (e spesso per molto tempo e con investimenti importanti) interventi educativi e sociali, e non certo per interessi economici (es. garantire l’esistenza delle comunità) o per superficialità. Ci si dovrebbe invece preoccupare di garantire l’adeguata tutela a tutti quei minori che ne avrebbero bisogno, perché purtroppo sono tante le famiglie in cui bambini, ragazzi, vivono situazioni che vanno dalla grave trascuratezza e incuria al grave maltrattamento e fino all’abuso, e molto spesso i genitori, gli adulti di queste famiglie non si rendono conto, non riconoscono, non ammettono –o non sono in grado di farlo- i propri limiti, le proprie manchevolezze o violenze e le conseguenze che queste hanno sui loro figli, di cui non riescono a capire e rispettare i bisogni. I Comuni, titolari degli interventi di tutela dei minori, nonostante le grandi ristrettezze economiche e le limitate risorse di personale, investono comunque molto per la presa in carico di minori e famiEcco la risposta del Tavolo Nazionale Affido e dei Servizi sociali all’inchiesta di Riccardo Iacona Mai - ripeto, mai - la valutazione inviata al Tribunale per i Minorenni ha alla base la motivazione che un minorenne viene allontanato perché la sua famiglia ha problemi economici Silvana Mordeglia glie in difficoltà (e infatti la percentuale di allontanamento di minori in Italia è la metà di quella di altri grandi Paesi europei) e anche nel caso si debba arrivare (su decisione della Magistratura) a un allontanamento, si prosegue o si imposta un lavoro con la famiglia, perché questa possa superare i motivi che hanno portato alla necessità dell’allontanamento. Il progetto nazionale di prevenzione dell’allontanamento, denominato P.I.P.P.I., è volto a migliorare sempre più le modalità di lavoro delle equipe dei Servizi socio-sanitari e dei servizi socio-educativi e per misurare la correttezza e l’efficacia dei nostri interventi. Bisognerebbe ricordarsi innanzitutto del diritto dei minori (che sono il futuro della nostra società e del nostro mondo) più che dei “diritti” degli adulti e che si tenesse conto della professionalità e impegno di tanti operatori e servizi, anche nel controllo delle comunità di accoglienza e dei servizi socio-educativi.

Silvana Mordeglia, presidente dell’ordine degli assistenti sociali in un’altra lettera afferma con forza che quello dei minori di età allontanati dalle famiglie è un tema difficile; ogni caso è sempre un caso a sé, davvero nessuna situazione è uguale ad un’altra.

Ma c’è un aspetto che le accomuna SEMPRE tutte. Mai – ripete, MAI – la valutazione inviata al Tribunale per i Minorenni ha alla base la motivazione che un minorenne viene allontanato perché la sua famiglia ha problemi economici o, per dirla ruvidamente, perché i suoi genitori sono “poveri.

Nella convinzione che la propria famiglia, seppur in difficoltà, è il luogo che più di ogni altro corrisponde alle esigenze di un bambino e di un adolescente di essere amato ed educato, vengono SEMPRE esperiti tutti i possibili tentativi per sostenere la famiglia e garantire il diritto del bambino a crescere nella propria. Un mese dopo sul TG2 è andato in onda un servizio che ha avuto il merito di fornire informazioni equilibrate, fuori da pregiudizi ideologici e ha favorito una miglior comprensione dell’intera problematica dando voce e rilevanza ai diversi punti di vista nel superiore interesse di ogni minorenne e di ogni storia mai definibile a priori (Marco Giordano, Tavolo Nazionale Affido).


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